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MARX

  Marx 1. Da Feuerbach al materialismo storico Marx riprende Feuerbach ma lo supera: non basta dire che l’uomo crea Dio; bisogna capire  perché  l’uomo vive condizioni tali da sentirsi costretto a farlo. La radice dell’alienazione non è teorica, ma  materiale , legata al modo in cui gli uomini lavorano e producono. La religione non è la causa dell’alienazione, ma il suo effetto. 2. Il materialismo storico Per Marx la storia è determinata dai modi di produzione, cioè dal modo in cui si organizza il lavoro e la distribuzione dei beni. Da qui nasce: la  struttura  (rapporti economici), la  sovrastruttura  (leggi, politica, morale, religione). Quando nella struttura emergono contraddizioni insanabili, la società cambia e nasce una nuova epoca. 3. Il capitalismo e l’alienazione del lavoro Nel capitalismo i mezzi di produzione appartengono alla borghesia, mentre il proletariato deve vendere la propria forza-lavoro per vivere. Questo produce quattro form...
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FEUERBACH

  Feuerbach 1. Centralità dell’uomo Feuerbach riporta la filosofia all’essere umano concreto: corpo, sensi, emozioni, bisogni. Propone un  umanesimo materiale , che abbandona le astrazioni teologiche per concentrarsi sull’uomo reale. 2. Come nasce la religione La religione è, per Feuerbach, una proiezione dell’essenza umana: l’uomo, percependo i propri limiti, immagina un essere perfetto dotato delle qualità che egli vorrebbe possedere. Dio è quindi  un’immagine idealizzata dell’uomo , non un ente trascendente. 3. Alienazione religiosa Quando l’uomo attribuisce a Dio le proprie qualità migliori, le separa da sé e diventa povero interiormente. Dio diventa ciò che l’uomo vorrebbe essere, e l’uomo diventa ciò che resta dopo la proiezione. Uscire dall’alienazione significa riconoscere che ciò che attribuiamo al divino appartiene in realtà all’umanità. 4. Dalla teologia all’antropologia Feuerbach propone di rovesciare la teologia in antropologia: parlare di Dio significa parla...

HEGEL

  Hegel 1. L’Assoluto Per Hegel la realtà è un organismo unitario che egli chiama  Spirito  o  Assoluto . Nulla esiste fuori da esso: ogni elemento trova il suo significato solo nel tutto. 2. Il metodo dialettico La dialettica è il principio che guida lo sviluppo di ogni realtà. Ogni concetto passa attraverso tre momenti: Tesi  – un’affermazione iniziale Antitesi  – il suo opposto, che ne mette in crisi il significato Sintesi  – il superamento dei due momenti in una forma più ricca e complessa Questo ritmo dialettico spiega l’evoluzione del pensiero, della natura, della storia. 3. Natura e spirito Lo Spirito Assoluto si “aliena”, cioè si esteriorizza in natura. Da questa alienazione nasce lo spirito finito, l’uomo, che attraverso la cultura e la storia ritorna gradualmente alla piena consapevolezza di essere Spirito infinito. 4. Storia e libertà La storia umana è il processo attraverso cui lo Spirito prende coscienza di sé. Ogni epoca storica è necessa...

FICHTE

  Fichte 1. L’avvio della riflessione Fichte si richiama a Kant, ma compie una svolta decisiva: elimina la “cosa in sé”, ritenendola inutile e contraddittoria. Secondo lui, esiste soltanto  l’Io , inteso non come individuo empirico, ma come attività spirituale pura, creatrice e infinita. 2. I tre principi della Dottrina della Scienza L’Io pone se stesso L’Io è attività originaria: esiste perché si autopone, è il fondamento di ogni esperienza. L’Io pone il non-Io Per agire e conoscere, l’Io deve trovare di fronte a sé un limite, un ostacolo: questo è il non-Io (il mondo, la natura). L’Io oppone all’Io divisibile un non-Io divisibile La realtà concreta nasce dal rapporto dinamico tra Io e non-Io, che si limitano reciprocamente dando origine all’esperienza.  Il mondo non è indipendente: è il risultato dell’attività dell’Io. 3. Il rapporto Io / non-Io Il non-Io non è qualcosa che preesiste all’Io: è  il limite posto dall’Io stesso per poter agire . Il conflitto fra Io e ...
  John Locke (1632-1704) è uno dei filosofi più influenti del periodo moderno, particolarmente noto per le sue teorie sulla natura umana , il governo e i diritti individuali . Le sue opere più importanti, come il "Secondo trattato sul governo" (1689) e "Saggio sull'intelletto umano" (1690), hanno contribuito in modo decisivo allo sviluppo della filosofia politica liberale e della teoria della conoscenza, che influenzeranno enormemente il pensiero politico e la formazione degli Stati moderni. La filosofia di Locke si distingue da quella di Hobbes, pur trattando temi simili, ma con una visione più ottimista e favorevole alla libertà e alla proprietà individuale. 1. La teoria della conoscenza: empirismo e la mente come tabula rasa Una delle principali aree di interesse della filosofia di Locke è la teoria della conoscenza, in cui sviluppa una visione empirista . Secondo Locke, la mente umana al momento della nascita è una tabula rasa , ovvero una tabula vuota ...
  Thomas Hobbes (1588-1679) è uno dei filosofi più influenti del periodo moderno, noto principalmente per la sua teoria politica e la sua visione materialista della natura umana. Le sue opere più celebri, "Leviatano" (1651) e "De Cive" (1642), trattano ampiamente della natura dell'uomo, della politica e della società. La filosofia di Hobbes ha avuto un impatto duraturo sul pensiero politico, ed è ancora oggetto di studio e discussione oggi. Hobbes è noto per la sua visione pessimistica della natura umana e per la sua teoria del contratto sociale , che giustifica l'autorità assoluta dello Stato come mezzo per evitare il caos e la violenza che deriverebbero dal vivere senza una legge comune. La sua filosofia è materialista e determinista, e concepisce l'essere umano come un insieme di corpi in movimento, privi di libertà morale. 1. La natura umana: egoismo e desiderio di potere Per Hobbes, la natura umana è fondamentalmente egoista e guidata da passio...
 René Descartes (Cartesio) è uno dei filosofi più influenti della storia del pensiero occidentale, ed è noto soprattutto per il suo approccio alla conoscenza e alla metafisica, che ha posto le basi per la filosofia moderna. La sua opera si concentra su temi come il dubbio, la certezza, la natura della realtà e la relazione tra mente e corpo. La sua filosofia è profondamente radicata nell'analisi del pensiero e della conoscenza, e il suo approccio metodologico è stato rivoluzionario per il periodo in cui ha vissuto. 1. Il metodo del dubbio: il cogito ergo sum Uno dei concetti centrali della filosofia cartesiana è il dubbio metodico . Cartesio parte dal presupposto che non possiamo fidarci di nulla che non sia assolutamente certo. Nel suo celebre "Discorso sul metodo" (1637) e nelle "Meditazioni metafisiche" (1641), Cartesio esamina ciò che è possibile conoscere con certezza. Per farlo, adotta un metodo radicale: dubitare di tutto , persino dell'esistenza de...