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Søren Kierkegaard

  Søren Kierkegaard: il filosofo dell’esistenza, della scelta e dell’angoscia Introduzione Filosofo danese dell’Ottocento, è considerato il  padre dell’esistenzialismo , cioè quella corrente filosofica che mette al centro  la vita concreta dell’individuo, le sue scelte, le sue paure e la sua libertà . Kierkegaard si opponeva alla filosofia sistematica del suo tempo, soprattutto a quella di Hegel, che cercava di spiegare tutto con grandi sistemi razionali. Per lui, invece,  la verità più importante riguarda il singolo individuo e il modo in cui vive la propria esistenza . L’individuo al centro della filosofia Per Kierkegaard la filosofia non deve parlare in modo astratto dell’umanità, ma del  singolo uomo . Secondo lui ogni persona deve affrontare domande fondamentali: Chi sono? Come devo vivere? Qual è il senso della mia vita? La verità quindi non è solo qualcosa di teorico: è  qualcosa che si vive personalmente . Kierkegaard riassume questa idea con la fra...
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FREUD

 Chi era Freud? Sigmund Freud (1856–1939) è stato un medico e neurologo austriaco, famoso per aver fondato la  psicoanalisi . È uno degli autori più importanti del Novecento perché ha cambiato il modo di vedere l’essere umano: secondo lui,  non siamo guidati solo dalla ragione , ma anche da forze inconsce che non controlliamo del tutto. La teoria dell’inconscio (metafora dell’iceberg) Freud paragona la mente a un  iceberg : Parte emersa →  Conscio  (ciò che sappiamo e pensiamo) Parte subito sotto →  Preconscio  (ricordi che possiamo richiamare) Parte sommersa →  Inconscio  (desideri, paure, impulsi nascosti)  L’inconscio è la parte più grande e influente. Nel libro  L'interpretazione dei sogni , Freud spiega che i  sogni  sono un modo per far emergere desideri nascosti.  Es, Io e Super-Io (la lotta dentro di noi) Freud divide la personalità in tre parti: Es  → istinti e desideri (vuole tutto e subito) Io ...

MARX

  Marx 1. Da Feuerbach al materialismo storico Marx riprende Feuerbach ma lo supera: non basta dire che l’uomo crea Dio; bisogna capire  perché  l’uomo vive condizioni tali da sentirsi costretto a farlo. La radice dell’alienazione non è teorica, ma  materiale , legata al modo in cui gli uomini lavorano e producono. La religione non è la causa dell’alienazione, ma il suo effetto. 2. Il materialismo storico Per Marx la storia è determinata dai modi di produzione, cioè dal modo in cui si organizza il lavoro e la distribuzione dei beni. Da qui nasce: la  struttura  (rapporti economici), la  sovrastruttura  (leggi, politica, morale, religione). Quando nella struttura emergono contraddizioni insanabili, la società cambia e nasce una nuova epoca. 3. Il capitalismo e l’alienazione del lavoro Nel capitalismo i mezzi di produzione appartengono alla borghesia, mentre il proletariato deve vendere la propria forza-lavoro per vivere. Questo produce quattro form...

FEUERBACH

  Feuerbach 1. Centralità dell’uomo Feuerbach riporta la filosofia all’essere umano concreto: corpo, sensi, emozioni, bisogni. Propone un  umanesimo materiale , che abbandona le astrazioni teologiche per concentrarsi sull’uomo reale. 2. Come nasce la religione La religione è, per Feuerbach, una proiezione dell’essenza umana: l’uomo, percependo i propri limiti, immagina un essere perfetto dotato delle qualità che egli vorrebbe possedere. Dio è quindi  un’immagine idealizzata dell’uomo , non un ente trascendente. 3. Alienazione religiosa Quando l’uomo attribuisce a Dio le proprie qualità migliori, le separa da sé e diventa povero interiormente. Dio diventa ciò che l’uomo vorrebbe essere, e l’uomo diventa ciò che resta dopo la proiezione. Uscire dall’alienazione significa riconoscere che ciò che attribuiamo al divino appartiene in realtà all’umanità. 4. Dalla teologia all’antropologia Feuerbach propone di rovesciare la teologia in antropologia: parlare di Dio significa parla...

HEGEL

  Hegel 1. L’Assoluto Per Hegel la realtà è un organismo unitario che egli chiama  Spirito  o  Assoluto . Nulla esiste fuori da esso: ogni elemento trova il suo significato solo nel tutto. 2. Il metodo dialettico La dialettica è il principio che guida lo sviluppo di ogni realtà. Ogni concetto passa attraverso tre momenti: Tesi  – un’affermazione iniziale Antitesi  – il suo opposto, che ne mette in crisi il significato Sintesi  – il superamento dei due momenti in una forma più ricca e complessa Questo ritmo dialettico spiega l’evoluzione del pensiero, della natura, della storia. 3. Natura e spirito Lo Spirito Assoluto si “aliena”, cioè si esteriorizza in natura. Da questa alienazione nasce lo spirito finito, l’uomo, che attraverso la cultura e la storia ritorna gradualmente alla piena consapevolezza di essere Spirito infinito. 4. Storia e libertà La storia umana è il processo attraverso cui lo Spirito prende coscienza di sé. Ogni epoca storica è necessa...

FICHTE

  Fichte 1. L’avvio della riflessione Fichte si richiama a Kant, ma compie una svolta decisiva: elimina la “cosa in sé”, ritenendola inutile e contraddittoria. Secondo lui, esiste soltanto  l’Io , inteso non come individuo empirico, ma come attività spirituale pura, creatrice e infinita. 2. I tre principi della Dottrina della Scienza L’Io pone se stesso L’Io è attività originaria: esiste perché si autopone, è il fondamento di ogni esperienza. L’Io pone il non-Io Per agire e conoscere, l’Io deve trovare di fronte a sé un limite, un ostacolo: questo è il non-Io (il mondo, la natura). L’Io oppone all’Io divisibile un non-Io divisibile La realtà concreta nasce dal rapporto dinamico tra Io e non-Io, che si limitano reciprocamente dando origine all’esperienza.  Il mondo non è indipendente: è il risultato dell’attività dell’Io. 3. Il rapporto Io / non-Io Il non-Io non è qualcosa che preesiste all’Io: è  il limite posto dall’Io stesso per poter agire . Il conflitto fra Io e ...
  John Locke (1632-1704) è uno dei filosofi più influenti del periodo moderno, particolarmente noto per le sue teorie sulla natura umana , il governo e i diritti individuali . Le sue opere più importanti, come il "Secondo trattato sul governo" (1689) e "Saggio sull'intelletto umano" (1690), hanno contribuito in modo decisivo allo sviluppo della filosofia politica liberale e della teoria della conoscenza, che influenzeranno enormemente il pensiero politico e la formazione degli Stati moderni. La filosofia di Locke si distingue da quella di Hobbes, pur trattando temi simili, ma con una visione più ottimista e favorevole alla libertà e alla proprietà individuale. 1. La teoria della conoscenza: empirismo e la mente come tabula rasa Una delle principali aree di interesse della filosofia di Locke è la teoria della conoscenza, in cui sviluppa una visione empirista . Secondo Locke, la mente umana al momento della nascita è una tabula rasa , ovvero una tabula vuota ...