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FICHTE

 



Fichte

1. L’avvio della riflessione

Fichte si richiama a Kant, ma compie una svolta decisiva: elimina la “cosa in sé”, ritenendola inutile e contraddittoria.
Secondo lui, esiste soltanto l’Io, inteso non come individuo empirico, ma come attività spirituale pura, creatrice e infinita.


2. I tre principi della Dottrina della Scienza

  1. L’Io pone se stesso
    L’Io è attività originaria: esiste perché si autopone, è il fondamento di ogni esperienza.

  2. L’Io pone il non-Io
    Per agire e conoscere, l’Io deve trovare di fronte a sé un limite, un ostacolo: questo è il non-Io (il mondo, la natura).

  3. L’Io oppone all’Io divisibile un non-Io divisibile
    La realtà concreta nasce dal rapporto dinamico tra Io e non-Io, che si limitano reciprocamente dando origine all’esperienza.

 Il mondo non è indipendente: è il risultato dell’attività dell’Io.


3. Il rapporto Io / non-Io

Il non-Io non è qualcosa che preesiste all’Io: è il limite posto dall’Io stesso per poter agire.
Il conflitto fra Io e non-Io diventa così il motore della conoscenza e di ogni vita pratica.


4. L’individuo finito

L’Io puro è infinito, ma gli individui sono limitati.
Essi nascono dal continuo confronto tra la propria attività e i limiti del non-Io.
In questo scontro si formano la coscienza e la realtà vissuta.


5. La dimensione etica

Per Fichte, l’essere umano trova la sua vera essenza nell’azione morale.
La libertà si realizza superando continuamente i limiti che il non-Io oppone: l’uomo non è fatto per contemplare, ma per agire.

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