Passa ai contenuti principali

HEGEL

 


Hegel

1. L’Assoluto

Per Hegel la realtà è un organismo unitario che egli chiama Spirito o Assoluto.
Nulla esiste fuori da esso: ogni elemento trova il suo significato solo nel tutto.


2. Il metodo dialettico

La dialettica è il principio che guida lo sviluppo di ogni realtà.
Ogni concetto passa attraverso tre momenti:

  1. Tesi – un’affermazione iniziale

  2. Antitesi – il suo opposto, che ne mette in crisi il significato

  3. Sintesi – il superamento dei due momenti in una forma più ricca e complessa

Questo ritmo dialettico spiega l’evoluzione del pensiero, della natura, della storia.


3. Natura e spirito

Lo Spirito Assoluto si “aliena”, cioè si esteriorizza in natura.
Da questa alienazione nasce lo spirito finito, l’uomo, che attraverso la cultura e la storia ritorna gradualmente alla piena consapevolezza di essere Spirito infinito.


4. Storia e libertà

La storia umana è il processo attraverso cui lo Spirito prende coscienza di sé.
Ogni epoca storica è necessaria e contribuisce all’espansione della libertà.
La meta ultima è il riconoscimento dello Spirito come realtà universale.


5. Le forme dello Spirito Assoluto

L’Assoluto si manifesta ai livelli più alti della vita culturale:

  1. Arte – l’Assoluto si rivela in immagini sensibili

  2. Religione – si esprime attraverso simboli e miti

  3. Filosofia – lo comprende pienamente mediante concetti razionali

Per Hegel, la filosofia è il culmine di questo percorso.

Commenti

Post popolari in questo blog

HABERT MARCUSE

  La repressione dell'individuo nella società industriale Il pensiero di Marcuse si colloca all'interno della critica elaborata dalla Scuola di Francoforte nei confronti dei meccanismi di controllo e integrazione imposti agli individui dalla società moderna. La sua opera più significativa in questo ambito è Eros e civiltà (1955), nella quale combina le teorie di Freud e Marx sostenendo che lo sviluppo storico della civiltà sia avvenuto attraverso la limitazione e il controllo degli impulsi e dei desideri umani. Il concetto di "repressione addizionale" Diversamente da Freud, che considerava inevitabile una certa quota di repressione per garantire l'ordine sociale e la sopravvivenza della civiltà, Marcuse afferma che la società industriale capitalistica esercita un controllo ulteriore e superfluo sugli individui, definito "repressione addizionale". Tale forma di repressione non è necessaria alla convivenza civile, ma è funzionale esclusivamente alle esi...

NIETSCHE

  Lo smascheramento delle credenze e dei sistemi di pensiero dell'Occidente Nietzsche viene spesso accostato a Marx e Freud tra i cosiddetti "maestri del sospetto", poiché la sua filosofia si propone di mettere in discussione le convinzioni considerate ovvie e indiscutibili dalla maggioranza degli uomini. Per il giovane filosofo, la scienza e la filosofia tradizionali risultano incapaci di cogliere la vera natura della realtà, fermandosi soltanto alle sue manifestazioni esteriori. Seguendo l'influenza di Schopenhauer, Nietzsche sostiene infatti che ciò che appare non corrisponde all'essenza delle cose. La ragione, secondo lui, non possiede gli strumenti per comprendere il significato più profondo della vita: gran parte dell'esperienza umana sfugge alle categorie della logica e della conoscenza scientifica, e quindi anche alla cultura razionalistica dominante. Per questo motivo egli attribuisce alla propria filosofia il compito di demolire ogni falsa certezza...

MAX HORKHEIMER

  La concezione dialettica della realtà sociale Alla base della riflessione di Horkheimer e della Scuola di Francoforte vi è l'esigenza di interpretare i grandi eventi drammatici che hanno segnato la prima metà del Novecento: l'affermazione dei regimi totalitari, la Seconda guerra mondiale, i campi di concentramento e, contemporaneamente, lo sviluppo della società dei consumi e dei mezzi di comunicazione di massa. Di fronte a fenomeni così profondi e inediti, Horkheimer ritiene necessario rivedere e rinnovare gli strumenti teorici ereditati dal marxismo. Pur riconoscendosi nella tradizione marxista, egli prende le distanze dalla concezione hegeliana della dialettica come processo che conduce a una sintesi armonica delle contraddizioni. Allo stesso tempo critica il metodo delle scienze positive e del positivismo, ritenendolo inadeguato a comprendere la complessità della realtà sociale. Le scienze naturali tendono infatti a classificare i fenomeni attraverso leggi generali e u...