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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

SARTRE

  Sartre e l’esistenzialismo come forma di umanesimo La riflessione filosofica di Jean-Paul Sartre pone al centro l’essere umano e la sua libertà. Egli definisce la propria filosofia un vero e proprio "umanesimo", poiché ritiene che l’uomo non possieda una natura già stabilita né sia guidato da un progetto divino. L’essere umano si trova invece nel mondo senza punti di riferimento assoluti ed è chiamato a costruire autonomamente la propria esistenza. Questa prospettiva si differenzia nettamente da quella di altri esponenti dell’esistenzialismo contemporaneo. Differenze rispetto a Kierkegaard, Jaspers e Heidegger Mentre autori come Kierkegaard, Jaspers e il secondo Heidegger cercavano una soluzione alla crisi dell’esistenza attraverso la fede, la trascendenza o una dimensione superiore dell’essere, Sartre rifiuta completamente tali possibilità. Un esistenzialismo ateo e immanente La sua filosofia è rigorosamente laica e atea. Nessuna realtà trascendente può offrire risposte ai...

LA SCUOLA DI FRANCO FORTE

  Le origini della Scuola di Francoforte La Scuola di Francoforte deve il proprio nome all'Istituto per la ricerca sociale, istituito nel 1922 nella città di Francoforte sul Meno, in Germania. La sua nascita fu resa possibile grazie al sostegno economico di Felix Weil, un giovane studente proveniente da una famiglia agiata e vicino alle idee marxiste. L'Istituto venne collegato all'Università di Francoforte e ottenne il riconoscimento ufficiale delle autorità statali. Fin dall'inizio, il centro di ricerca riunì studiosi marxisti indipendenti che non appartenevano a specifiche organizzazioni politiche. Ciò che li accomunava era l'intento di sviluppare una "teoria critica della società", capace di analizzare in modo rigoroso i problemi e le contraddizioni del mondo contemporaneo. I principali punti di riferimento teorici furono Karl Marx e Max Weber, due pensatori che avevano esaminato approfonditamente la società capitalistica moderna, evidenziandone i mecc...

MAX HORKHEIMER

  La concezione dialettica della realtà sociale Alla base della riflessione di Horkheimer e della Scuola di Francoforte vi è l'esigenza di interpretare i grandi eventi drammatici che hanno segnato la prima metà del Novecento: l'affermazione dei regimi totalitari, la Seconda guerra mondiale, i campi di concentramento e, contemporaneamente, lo sviluppo della società dei consumi e dei mezzi di comunicazione di massa. Di fronte a fenomeni così profondi e inediti, Horkheimer ritiene necessario rivedere e rinnovare gli strumenti teorici ereditati dal marxismo. Pur riconoscendosi nella tradizione marxista, egli prende le distanze dalla concezione hegeliana della dialettica come processo che conduce a una sintesi armonica delle contraddizioni. Allo stesso tempo critica il metodo delle scienze positive e del positivismo, ritenendolo inadeguato a comprendere la complessità della realtà sociale. Le scienze naturali tendono infatti a classificare i fenomeni attraverso leggi generali e u...

ADORNO

  La formazione e il carattere asistematico del pensiero di Adorno Theodor Wiesengrund Adorno fu un intellettuale dai molteplici interessi: filosofo, sociologo, teorico della cultura, critico letterario e raffinato studioso di musica. Fin dalla giovinezza si dedicò allo studio musicale a Francoforte e successivamente a Vienna, dove approfondì la tecnica della musica dodecafonica sotto la guida del compositore Arnold Schönberg. Sul piano filosofico, la sua riflessione fu influenzata da autori come Kant, Hegel, Schopenhauer, Kierkegaard e Nietzsche. Adorno respinge decisamente l'idea di una filosofia organizzata in un sistema completo e definitivo, caratteristica tipica dell'idealismo hegeliano. Predilige invece forme espressive più brevi e aperte, come il saggio, l'articolo e l'aforisma. A suo giudizio, la realtà è troppo complessa e frammentata per essere racchiusa in una costruzione teorica perfettamente coerente. Il mondo moderno gli appare infatti come una realtà s...

NIETSCHE

  Lo smascheramento delle credenze e dei sistemi di pensiero dell'Occidente Nietzsche viene spesso accostato a Marx e Freud tra i cosiddetti "maestri del sospetto", poiché la sua filosofia si propone di mettere in discussione le convinzioni considerate ovvie e indiscutibili dalla maggioranza degli uomini. Per il giovane filosofo, la scienza e la filosofia tradizionali risultano incapaci di cogliere la vera natura della realtà, fermandosi soltanto alle sue manifestazioni esteriori. Seguendo l'influenza di Schopenhauer, Nietzsche sostiene infatti che ciò che appare non corrisponde all'essenza delle cose. La ragione, secondo lui, non possiede gli strumenti per comprendere il significato più profondo della vita: gran parte dell'esperienza umana sfugge alle categorie della logica e della conoscenza scientifica, e quindi anche alla cultura razionalistica dominante. Per questo motivo egli attribuisce alla propria filosofia il compito di demolire ogni falsa certezza...

HABERT MARCUSE

  La repressione dell'individuo nella società industriale Il pensiero di Marcuse si colloca all'interno della critica elaborata dalla Scuola di Francoforte nei confronti dei meccanismi di controllo e integrazione imposti agli individui dalla società moderna. La sua opera più significativa in questo ambito è Eros e civiltà (1955), nella quale combina le teorie di Freud e Marx sostenendo che lo sviluppo storico della civiltà sia avvenuto attraverso la limitazione e il controllo degli impulsi e dei desideri umani. Il concetto di "repressione addizionale" Diversamente da Freud, che considerava inevitabile una certa quota di repressione per garantire l'ordine sociale e la sopravvivenza della civiltà, Marcuse afferma che la società industriale capitalistica esercita un controllo ulteriore e superfluo sugli individui, definito "repressione addizionale". Tale forma di repressione non è necessaria alla convivenza civile, ma è funzionale esclusivamente alle esi...